100 ANNI DI PRO

BUSTO ARSIZIO 1919 - 2019

ARTICOLI STORICI TRATTI DA IL RESTO DEL CARLINO

Pubblicata il: 25/09/2018 14.15.23

Tutti i seguenti articoli sono stati tratti dal quotidiano bolognese "Il Resto del Carlino".

 

16 novembre 1929 (in occasione del primo incontro in Serie A).

“Il pubblico bolognese che apprese domenica sera con entusiasmo e, diciamolo pure, con una certa sorpresa il pareggio ottenuto dai rossobleu sul campo del Torino, è ansioso di poter applaudire domani al Littoriale i campioni d'Italia: applauso, per l'affermazione contro i granata ed applauso di incoraggiamento per il difficile match che li attende.

Infatti se ardua era la prova di domenica scorsa, e tutte le precedenti sconfitte erano li a dimostrare la quasi impossibilità di rompere la tradizione, non meno ardua e pericolosa è la gara di domani.

Otto giorni fa, di fronte ai rossobleu era una vecchia squadra, due volte campione d'Italia, risonante di nomi gloriosi, ricca di esperienza; domani i campioni d'Italia avranno di contro una squadra dal nome modesto, di breve passato, priva di grandi «assi», ma ricca di giovinezza, di volontà, di foga: vale a dire di quelle doti che sono sufficienti a rendere nullo ogni pronostico, a infrangere ogni più agguerrita difesa e far volontieri lo sgambetto alla fredda tecnica ed allo stile compassato.

Due avversari diametralmente opposti, quindi, quelli che incontrerà il Bologna a otto giorni di distanza: e non è detto che per una squadra poderosa, di gran nome, non ancora in stato di grazia, come quella rossobleu, sia proprio lo squadrone di fama l'avversario più pericoloso.

Tanto più nel caso presente che la Pro Patria è quella squadra che due anni fa, essendo in girone con il Bologna, strappò due matches nulli e quindi scenderà fra noi con tutta la legittima speranza di compiere il terzo «exploit». Vi riuscirà?”.

 

13 dicembre 1930

“Il pubblico attende con viva curiosità di vedere domani all'opera questa discussa squadra bustese che domenica passata ha disputato una gara piuttosto incolore contro il Livorno, ma che tante belle prove ha superato in precedenza e che va famosa per il suo giuoco brioso, ardito, spumeggiante, instancabile (…) La Pro Patria è squadra di infinite risorse ed è certo pertanto che chi vuole vincere di fronte ad essa deve combattere, accettare cioè il vorticoso ritmo di lotta che i «tigrotti», giovani ardenti, tenaci ed impetuosissimi impongono ai loro avversari.

In altre parole, bisognerà accettare la battaglia sullo stesso terreno sul quale l'ardore dei bustesi vorrà trasportarla, bisognerà combattere i bianco-bleu con le loro stesse armi.

(…) Ad ogni modo, sarà interessante il duello tra prima linea rosso-bleu e difesa bustese. E' noto che la squadra ospite vanta una linea i terzini ed una mediana di rendimento magnifico ed il ricciuto Rossi che il pubblico bolognese ha avuto campo di ammirare in tante occasioni, domina un po' tutto il campo. Giuocatore di ottima classe, cui non difettano né fiato, né abilità, né astuzia, egli formerà una salda barriera di fronte all'ammirato quintetto bolognese che si avvia ora a raggiungere il suo rendimento migliore”.

 

22 gennaio 1933

(…) “Oggi verranno a fare conoscenza con il Bologna, tutto proteso al raggiungimento della Juventus, i giovani atleti della Pro Patria di Busto Arsizio, squadra che milita nella Divisione Nazionale fin dalla sua istituzione e che sembra anche quest'anno più che mai decisa a rimanerci.

La Pro Patria, squadra eminentemente provinciale, squadra che ha dato al calcio nazionale ed al Bologna un elemento interessantissimo come Reguzzoni, squadra che pur trovandosi in compagnia di squadroni altisonanti sa non lasciarci sommergere e sa avere un'individualità propria ed uno stile suo, la Pro Patria è un undici di indiscutibile forza intrinseca ed estrinseca, che gioca un ottimo football, che si impegna nella lotta con tutte le sue forze, che costringe sempre gli avversari, anche se di statura altissima, a sfoderare tutte le armi ed a non dormire mai sulle piume. Guai se l'avversario della Pro Patria, fidandosi soltanto sulla differenza di classe, di classifica, crede di poter condurre una partita in economia e di prendere in certo qual modo di sottogamba i bianco-azzurri! Non ci vuole altro per centuplicare le forse dei bustesi, per trasformare la squadra in undici incandescenti volontà che con animo entusiasmato passano senz'altro all'offensiva e costringono a difendersi disperatamente quelli che ritenevano la partita un semplice galoppo di allenamento.

(…) Innanzi tutto la Pro Patria si basa su un'estrema difesa di valore non comune. La coppia dei terzini, Agosteo e Monza, potrebbe benissimo essere di peso trasportata in una delle nostre squadre maggiori, e figurarvi degnamente. L'affiatamento dei due giovani atleti è magnifico, come notevolissimo è il loro senso della posizione, la potenza del calcio, la prontezza dell'entrata, la rapida intuizione del gioco avversario. Alle loro spalle, è un giovane portiere di cui si dice molto bene: Lucchini. In complesso un trio difensivo ottimo, il cui sbarramento è difficilmente superabile anche per opera di attaccanti di grido. Ma se forte è il trio estremo, pur notevole è la forza che promana dalla seconda linea, ricca di fiato infaticabile, duttile. Il terzetto Borsani, Arnoldi e Giani sanno tenere degnamente il loro posto di fatica e di responsabilità. Il quintetto attaccante è vivace nel gioco, pronto nello sfruttamento delle occasioni favorevoli, rapido nel concludere e nel portarsi a contatto con le estreme linee avversarie. L'anziano Conti tiene ancora con onore, e quel che più conta con efficace rendimento, il suo posto d'ala destra.

(…) Oggi al Littoriale i bianco-azzurri bustesi, trovandosi di fronte ai rossoblu, campioni dell'Europa Centrale, getteranno nella lotta certamente ogni energia per ben figurare e per tenere a testa alta il confronto con gli uomini di Schiavio”.

 

14 settembre 1947

“Bologna-Pro Patria allo Stadio Comunale”.

“La prima giornata di campionato riserva agli sportivi bolognesi un incontro per la verità con un solo motivo d'interesse: la Pro Patria, squadra neo promossa, che la scorsa stagione nella serie B dominò nettamente.

E' quella bustese una compagine che si vedrà volentieri specie per esaminare i vari Cavigioli, Turconi, Marelli, (Antoniotti è infortunato), giovani dei quali le cronache molto hanno parlato. Inoltre, quasi certamente, i bolognesi rivedranno in campo una vecchia conoscenza: Carletto Reguzzoni, ora non più rosso-blu ma nuovamente «tigrotti»”.

 

23 gennaio 1955

“Non v'è bisogno di ricordare le peculiari caratteristiche di importante centro industriale di cui va giustamente nota la città di Busto Arsizio. Dalla periferia urbana ed oltre, per una vasta distesa, le fabbriche sorgono innumeri: come a Bologna sentiamo parlare frequentemente di terreni, di coltivazioni, di mercati bestiame e di simili argomenti agricoli, qua i motivi preminenti delle conversazioni sono il cotone e i tessili in generale: l'aria milanese spira forte fin qui con la suggestione della borsa-tessili, della industrializzazione in larga scala, con il fantasma delle importazioni e con la mira delle lucrose esportazioni. Parrebbe quasi impossibile trovare un angolo artistico o registrare un gesto sentimentale o mistico: eppure proprio oggi, girovagando per la città in cerca di notizie calcistiche e di curiosità storiche (…) ci è capitato di assistere a qualcosa di inconsueto.

Busto Arsizio vanta forse, fra tanti monumenti eretti al lavoro, un solo vero monumento artistico ed è la bramantesca chiesa di Santa Maria. L'ottagonale tempio, di singolare pregio e bellezza, è stato visitato da due gruppi di persone che, computamente varcata la soglia, hanno fatto accendere alcuni ceri con evidente intento propiziatorio. La fortuna che sempre deve accompagnare il cronista, ci ha fatto riconoscere nel primo gruppo un noto sostenitore della Pro Patria e, nella seconda combriccola, alcune persone dall'inconfondibile accento petroniano.

Non c'è voluto altro: proprio in un luogo sacro, e non sembri irriverente tanto più che la colpa non è nostra, abbiamo avuto le prime avvisaglie della partita cui assisteremo domani. I due gruppi, come abbiamo poi potuto appurare, non erano altro che tifosi della squadra dei «tigrotti» e del Bologna e la cosa può forse apparire più giustificata ponendo mente al fatto che i bustesi, per amore dei propri colori (che di questo passo, minacciano di andare a far parte dell'arcobaleno della serie B), non esitano a pregare la provvidenza, mentre i bolognesi, di cui abbiamo parlato, non sono altro che emigrati in questa città per ragioni di lavoro e sono ovviamente più sostenitori che mai dei rossobli, vuoi perchè conservino il secondo posto in classifica vuoi per poter rispondere altezzosamente ai locali rivali di tifo sportivo.

L'episodio, semplice ma significativo, che abbiamo voluto narrare è straordinariamente indicativo per capire l'atmosfera che avvolgerà domani il campo sul quale si svolgerà la partita”.

 

Ricerca a cura di Amos Segal

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